Kamerans och väderstationens placering

Kameran är placerad i Säby och tar bilder i WSW riktning över Breviks kile och Säby Ö. Vindmätaren är placerad på en 6 m hög mast som i sin tur är placerad på ett 12-15 m högt berg. Inga andra hinder för vinden finns i närheten varför vindhastighet och vindriktning bör bli rättvisande. T.o.m. 2000-08-31 var vindmätaren placerad på ett tak i närheten men denna placering gav lägre vindhastighet än “i verkligheten” vid nordostliga till sydostliga vindar. Temperatur och nederbördsmätare är fritt placerade 1.5 meter över mark. På bilden till vänster syns regnmätare, temperatur- och luftfuktighetsmätare, solstrålnings- och UV-mätare samt givare för marktemperatur och markfuktighet. På berget snett till höger om regnmätaren skymtar vindmätaren.

In che Modo il Mercato Europeo delle Scommesse si Distingue da Quello Italiano

Il mercato delle scommesse sportive in Europa rappresenta uno degli ecosistemi regolatori più complessi e frammentati al mondo. Ogni Stato membro dell’Unione Europea ha sviluppato nel tempo un proprio quadro normativo, spesso in risposta a pressioni politiche interne, esigenze di gettito fiscale e preoccupazioni legate alla tutela dei consumatori. L’Italia, in questo contesto, occupa una posizione peculiare: è uno dei mercati più grandi del continente per volume di giocate, ma si distingue per un modello di regolamentazione centralizzato e particolarmente stringente rispetto alla media europea. Comprendere le differenze tra il sistema italiano e quello degli altri Paesi europei significa capire come culture giuridiche diverse abbiano affrontato la stessa sfida: disciplinare un settore in rapida espansione senza soffocarne la crescita né esporre i cittadini a rischi eccessivi.

Il Modello Regolatorio Italiano: Centralizzazione e Controllo Statale

L’Italia ha costruito il proprio sistema di regolamentazione delle scommesse attorno a un’autorità centrale unica: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), già nota come AAMS. Questo ente statale rilascia le concessioni agli operatori, stabilisce i requisiti tecnici per le piattaforme digitali e fisiche, fissa i limiti di payout e vigila sulla conformità fiscale. Il modello è di tipo concessorio: gli operatori che vogliono operare legalmente in Italia devono ottenere una licenza specifica, pagare una tassa di concessione e rispettare un insieme di norme molto dettagliate che riguardano, tra le altre cose, le modalità di pubblicità, i sistemi di verifica dell’identità e i limiti di deposito per i giocatori a rischio.

Un elemento distintivo del sistema italiano è il cosiddetto “decreto Balduzzi” del 2012, che ha introdotto per la prima volta una normativa organica sul gioco d’azzardo responsabile, imponendo avvertenze obbligatorie sui materiali pubblicitari e limitando alcune forme di promozione. Successivamente, il “decreto Dignità” del 2018 ha vietato completamente la pubblicità del gioco d’azzardo in Italia, una misura drastica che non ha equivalenti in quasi nessun altro Paese europeo. Questo divieto ha avuto conseguenze significative: molti operatori internazionali hanno ridotto la loro presenza nel mercato italiano o hanno dovuto riorganizzare radicalmente le proprie strategie di marketing.

Il sistema fiscale italiano è altrettanto peculiare. Le scommesse sportive online sono soggette a un’imposta unica calcolata sulla raccolta netta (differenza tra giocate e vincite), con aliquote che variano a seconda del tipo di scommessa. Questo meccanismo, pur garantendo entrate stabili per lo Stato, comprime i margini degli operatori e si traduce spesso in quote meno competitive rispetto a quelle offerte da bookmaker con sede in altri Paesi europei, in particolare quelli con regimi fiscali più favorevoli.

Il Panorama Europeo: Diversità Normativa e Mercati Aperti

A differenza dell’Italia, molti Paesi europei hanno adottato modelli regolatori più aperti o, in alcuni casi, completamente liberalizzati. Il Regno Unito — pur essendo tecnicamente uscito dall’UE — rimane un punto di riferimento per il settore: la UK Gambling Commission, istituita con il Gambling Act del 2005, supervisiona un mercato in cui decine di operatori competono liberamente, con requisiti di licenza relativamente accessibili e un sistema fiscale basato sul punto di consumo (Point of Consumption Tax) introdotto nel 2014. Il risultato è un mercato altamente competitivo, con quote mediamente più alte per i giocatori e un’offerta molto diversificata.

Malta, attraverso la Malta Gaming Authority (MGA), ha sviluppato uno dei sistemi di licenze più utilizzati in Europa. Molti operatori che servono clienti in tutta Europa — inclusi quelli accessibili dagli utenti italiani tramite VPN o in modo non regolamentato — detengono una licenza MGA. Questo ha creato una situazione di concorrenza asimmetrica: i bookmaker con licenza maltese operano con costi regolatori inferiori rispetto a quelli che ottengono una concessione ADM, pur raggiungendo potenzialmente la stessa base di utenti. Portali informativi come https://www.scommezoid.com/ documentano le differenze tra operatori licenziati ADM e quelli con licenze estere, offrendo agli utenti un quadro comparativo utile per orientarsi in un mercato frammentato.

La Germania ha vissuto una transizione normativa particolarmente travagliata. Per anni il mercato tedesco è stato caratterizzato da un monopolio statale de facto, con i singoli Länder che rilasciavano concessioni in modo disomogeneo. Solo con il nuovo Trattato Interstatale sul Gioco d’Azzardo (Glücksspielstaatsvertrag 2021), entrato in vigore il 1° luglio 2021, la Germania ha aperto ufficialmente il mercato delle scommesse sportive online a livello federale, istituendo un’autorità di regolamentazione centralizzata con sede a Halle. Tuttavia, il sistema tedesco impone ancora restrizioni significative, come il limite di 1.000 euro mensili di deposito per giocatore e il divieto di live betting su alcuni sport, che lo avvicinano per filosofia al modello italiano più che a quello britannico o maltese.

Paesi come la Svezia hanno invece optato per una riapertura del mercato dopo anni di monopolio statale: nel 2019 Svenska Spel ha perso il proprio monopolio sulle scommesse sportive e il mercato è stato liberalizzato con l’introduzione di un sistema di licenze gestito da Spelinspektionen. I risultati sono stati contrastanti: da un lato, l’offerta per i consumatori è aumentata significativamente; dall’altro, la quota di mercato del gioco non regolamentato non è diminuita quanto atteso, dimostrando che la sola liberalizzazione non è sufficiente a ricanalizzare i giocatori verso operatori licenziati.

Quote, Offerta e Comportamento dei Consumatori: Differenze Concrete

Uno degli effetti più tangibili delle differenze normative riguarda le quote offerte agli scommettitori. In Italia, il margine medio dei bookmaker (overround) si attesta storicamente tra il 6% e il 9%, valori superiori rispetto a quelli riscontrabili su piattaforme operanti in mercati meno tassati. In Gran Bretagna, per confronto, i principali operatori offrono spesso margini inferiori al 5% sulle partite di calcio di maggiore richiamo. Questa differenza, apparentemente piccola, si traduce nel lungo periodo in rendimenti significativamente diversi per chi scommette con regolarità.

L’offerta di prodotti è un altro elemento di distinzione. Il mercato italiano è storicamente dominato dalle scommesse sul calcio, che rappresentano oltre il 70% del volume totale delle giocate secondo i dati ADM degli ultimi anni. Il mercato britannico, pur con una forte componente calcistica, mostra una diversificazione molto maggiore: le scommesse sulle corse di cavalli, sul golf, sul tennis e persino sugli eSport hanno quote di mercato rilevanti. Questa differenza riflette in parte le preferenze culturali dei consumatori, ma anche la maggiore libertà degli operatori britannici nel proporre prodotti innovativi senza dover attendere approvazioni regolamentari specifiche.

La questione del live betting — le scommesse in tempo reale durante lo svolgimento degli eventi — è particolarmente indicativa. In Italia, il live betting è consentito ma soggetto a restrizioni tecniche precise: le quote devono essere aggiornate secondo modalità approvate dall’ADM e i tempi di accettazione delle scommesse sono regolamentati. In altri mercati europei, come quello britannico o quello di Malta, gli operatori godono di maggiore flessibilità tecnologica, con sistemi di trading proprietari che consentono aggiornamenti delle quote in millisecondi e un’offerta di mercati in-play molto più ampia.

Tutela del Consumatore e Gioco Responsabile: Approcci a Confronto

Sul fronte della tutela del consumatore, il confronto tra Italia e resto d’Europa rivela approcci filosoficamente diversi. L’Italia ha scelto la strada del controllo preventivo: il divieto pubblicitario del 2018, i limiti di deposito, i sistemi di autoesclusione obbligatori (come il Registro Nazionale dei Soggetti Autoesclusi dal Gioco, RNSA) e i requisiti di verifica dell’identità sono tutti strumenti pensati per ridurre l’esposizione al rischio prima che si manifesti. Questo approccio ha il vantaggio di essere proattivo, ma rischia di spingere i giocatori più problematici verso operatori non regolamentati che non applicano nessuna di queste misure.

Il modello britannico privilegia invece la responsabilizzazione dell’operatore attraverso obblighi stringenti di monitoraggio del comportamento dei clienti. Dal 2020, la UK Gambling Commission ha imposto requisiti sempre più dettagliati sulle interazioni con i giocatori a rischio: gli operatori devono identificare segnali di gioco problematico (come variazioni repentine nelle abitudini di scommessa o depositi frequenti in breve tempo) e intervenire attivamente. Le sanzioni per chi non rispetta queste norme sono severe: tra il 2018 e il 2023, la Commissione britannica ha inflitto multe per centinaia di milioni di sterline a operatori che non avevano implementato adeguati sistemi di protezione.

La Spagna rappresenta un caso intermedio interessante. Dopo una fase di relativa apertura, il governo spagnolo ha introdotto nel 2021 restrizioni alla pubblicità simili a quelle italiane, vietando le inserzioni nelle fasce orarie di maggiore ascolto televisivo e limitando l’uso di testimonial sportivi. Questa convergenza normativa tra Italia e Spagna suggerisce che il modello più restrittivo potrebbe diffondersi progressivamente in altri Paesi europei, soprattutto in un contesto politico in cui la prevenzione del gioco problematico è diventata una priorità nell’agenda pubblica.

In conclusione, il mercato europeo delle scommesse non è un’entità omogenea ma un mosaico di sistemi nazionali che riflettono storie regolamentari, culture del gioco e priorità politiche profondamente diverse. L’Italia si distingue per un modello centralizzato, fiscalmente oneroso per gli operatori e orientato alla prevenzione, che garantisce un elevato livello di controllo ma a scapito della competitività delle quote e della varietà dell’offerta. Altri mercati europei, pur con approcci diversi tra loro, tendono a privilegiare la competizione tra operatori e la responsabilizzazione individuale. La sfida per i prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra questi modelli, specialmente in un contesto in cui la mobilità digitale rende sempre più difficile per qualsiasi Stato mantenere confini regolatori impermeabili.

 

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På dessa sidor finns det samlat en del foton från 50- och 60-talets Tjörn. Alla foton är tagna av Rune Jansson, Säby.

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